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Quando ci è arrivato l’invito a partecipare all’anteprima stampa di Ferrari 312B è stato facile eccitarsi, un po’ perché di trasposizioni cinematografiche sul mondo delle corse non se ne vedono tante, un po’ perché il soggetto a 4 ruote è di quelli che l’aura del mito ce l’hanno da vendere. L’eccitamento non è svanito poi, quando spente le luci del Cinema Giulio Cesare, sono partite le immagini e soprattutto l’audio del film: il lavoro di Andrea Marini, il giovanissimo regista dietro a questo progetto, è discreto, un occhio quasi invisibile che lascia spazio e libertà di azione ai protagonisti di questa storia. Già perché all’origine di tutto c’è una storia vera, ovvero la volontà di Paolo Barilla, imprenditore ed ex Pilota di F1, di far rinascere la monoposto che ha cambiato il destino della Scuderia Ferrari e di riportarla a gareggiare tra le strade piene di Allure del Principato di Monaco. Ovvio che per imprese del genere, c’era bisogno di coinvolgere chi quella monoposto l’ha pensata e costruita, ovvero il leggendario Ingegner Mauro “Furia” Forghieri (che inizialmente era abbastanza contrariato ad avere “tra le scatole” le telecamere) e di un manipolo di fidati meccanici figli di quella terra, l’Emilia, che ai motori e alle corse ha dato tantissimo.  Il film quindi, anche se forse sarebbe più corretto chiamarlo documentario, è un susseguirsi di riprese in officina e in pista, di prove tecniche e di contributi narrativi da parte di vip del motorsport (su tutti Niki Lauda e Jackie Stewart), che insieme regalano a noi Auto Addicted momenti di pura estasi. E poi c’è lei, la 312B appunto, la vettura che inaugurò un decennio di trionfi per il Cavallino Rampante e che a detta di molti è la monoposto più bella ed elegante che abbia mai calcato le piste di tutto il mondo; un’auto che riesce a trasmettere il suo carisma oltre che per la sua linea senza tempo, anche per la voce del suo V12 piatto (non Boxer!), in grado di far commuovere quelli come noi con la benzina nel sangue.