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BE ORIGINAL

In una società moderna sempre più numerosa e tecnologica, distinguersi è quasi una necessità: in un modo o nell’altro, molti di noi sentono il bisogno di emergere dalla massa e di dare un calcio al piattume quotidiano. Tra queste persone c’è chi sceglie di essere “alternativo” attraverso l’acquisto di un’auto che non sia soltanto un mezzo per andare da un punto A ad un punto B, ma anche un oggetto con cui dare risalto alla propria individualità. Qui entra in gioco l’auto del nostro test drive, la Citröen C4 Cactus: la casa francese è sempre stata famosa per i suoi modelli coraggiosamente innovativi e originali e ora vuole riprovarci con questa nuova crossover. Perchè è originale? Beh è evidente anche ai profani del mondo dei motori: carrozzeria rialzata e “tappezzata” dagli Airbump (cuscinetti riempiti d’aria che proteggono la carrozzeria dagli urti da parcheggio) , gruppi ottici frontali a “due piani” e abitacolo vivace e con soluzioni non convenzionali. Chiedendo qua e la, c’è chi la ama e c’è chi la odia, ma bella o meno che sia, la Cactus sembra aver centrato un obiettivo: far parlare di se.

ORIGINALE E UN PO CHEAP

Se fuori la Cactus colpisce per la particolarità,  all’interno il copione è lo stesso ed è evidente l’impegno che Citroen ha profuso nei dettagli “ad effetto”. Come ai vecchi tempi, quando la casa francese era sempre al top riguardo soluzioni “strambe” e al tempo stesso innovative. La prima cosa che colpisce è la dimensione e la disposizione dei sedili anteriori: grossi, squadrati e praticamente attaccati uno all’altro, un richiamo voluto alle auto degli anni che furono. Dei giorni nostri invece, la disposizione dei comandi: niente tasti in giro per la plancia, si comanda tutto dallo schermo touch in mezzo alla plancia. “Wow figata” penseranno in molti, ma il rischio di distrarsi dalla guida c’è ed accendere il clima al primo colpo non è così facile. Altra cosa non proprio gradevole è l’accuratezza generale delle finiture: colori vivaci ok, forme simpatiche benissimo, ma la qualità percepita nell’abitacolo non è sicuramente il massimo. La Cactus perde punti anche alla voce dotazioni di serie e non si capisce la scelta dell’assenza di un contagiri nel cruscotto digitale, del movimento dei finestrini anteriori senza automatismo (per aprire o chiudere i finestrini bisogna tenere premuto il pulsante fino alla completa apertura/chiusura) e di una alternativa all’apertura a compasso per quelli posteriori. A riportare il bilancio in parità in compenso, ci pensano la buona abitabilità ,la presenza di molti portaoggetti (su tutti quello davanti al passeggero, davvero ampio) e di un bagagliaio con la soglia un po’ alta da terra , ma a prova di famiglia media. Optional consigliati il tetto in cristallo e la telecamera posteriore per la retromarcia.

COMFORT ALLA FRANCESE

Anche alla guida la Cactus sembra andare controcorrente e ci viene da dire finalmente! Si finalmente, perchè in un mercato zeppo di auto con false velleità corsaiole, con assetti fin troppo “tesi” , la francese punta tutto su comfort e relax di guida: anche le buche più profonde non spaventano e l’insonorizzazione è elevata, nonostante i cerchi da 17″ dell’esemplare in prova. Senza esagerare è possibile pure fare qualche “scappatina” in fuoristrada. “Quindi è un’auto mollacciona e che non tiene la strada”. Sbagliato: non sarà un go-kart ma il rollio, anche nelle curve prese più “allegramente”, non è mai eccessivo e la tenuta di strada è sempre sotto controllo, così come la frenata piuttosto efficiente. A questo punto non vi parleremo di sottosterzo o comportamento al limite, perchè non è per fare ciò che è stata pensata la C4 Cactus. Vi parliamo invece del fatto che, anche guidando senza particolari attenzioni ai consumi, i 18-19 Km/l medi siano una piacevole costante sullo schermo del computer di bordo. L’ 1.6 BlueHDi, qui nella versione da 100 Cv, si fa apprezzare anche per la fluidità di marcia e siamo abbastanza sicuri nell’affermare che, tra i motori disponibili, questo rappresenti la scelta migliore per la Cactus. Un difetto del comparto meccanico semmai è quello di “portare in dote” un cambio manuale a 5 marce: averne una in più avrebbe significato esaltarne ancora di più i pregi.

A CHI LA CONSIGLIAMO?

A chi in un’auto cerca particolarità senza sacrificare praticità e comfort anche a costo di sacrificare un po le finiture dell’abitacolo. Il prezzo non è eccessivo e la Cactus va da un minimo di 14.900 Euro per la 1.2 VTi base ad un massimo di 22.050 per la 1.6 E-HDI 90 ETG6 SHINE., mentre per quella che abbiamo provato si arriva intorno ai 25.000 optional compresi. Resta solo da capire se il mercato saprà apprezzare il coraggio della Cactus o se invece continuerà a premiare le “solite” Captur, 2008 o salendo leggermente di categoria, la Qashqai.

PREGI DIFETTI
Originalità – piaccia o meno si fa notare. Finiture – il prezzo non è elevatissimo, ma forse si poteva migliorare qualcosa
Comfort –  elevato, la Cactus digerisce bene tutte le buche Prezzo – prendendo il top di gamma forse il prezzo è un pò troppo alto
Consumi – bassi anche senza stare troppo attenti Cambio – un cambio manuale a 6 marce invece di 5 avrebbe ulteriormente migliorato consumi e silenziosità in autostrada
dmca-badge-w100-2x1-03 Citröen C4 Cactus BlueHDi 100 CV Shine Edition: la nostra prova
PANORAMICA RECENSIONE
Design
7.5
Comfort
9
Prestazioni
6.5
Tenuta di strada
7
Freni
8
Consumi
9
Prezzo
7