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In casa Mini ci avranno pensato un po’: “Sta nuova Clubman come la facciamo?”. Le strategie erano due ed entrambe rischiose, una era quella di mantenere la formula 3 porte e “mezza” della serie precedente rischiando di ottenere lo stesso scarso successo, l’altra quella di dar luce ad una macchina sostanzialmente di diversa impostazione, più grande, più matura e maggiormente diversificata rispetto alla sorellina 3 porte. Qual’è quindi il rischio di aver fatto quest’ultima scelta? Beh essenzialmente la nuova Clubman non è più un’ auto da single o coppiette radical chic con repulsione verso i bambini, bensì una rivale “alternativa” a Golf, Serie 1, A3 e Classe A. Non sfidanti da poco insomma. Per scoprire se ne è valsa la pena potete fare solamente una cosa: continuare a leggere la nostra prova.

Fianchi larghi e personalità

Non si riesce subito ad inquadrarla esteticamente la nuova Club. Station Wagon compatta? Hatchback allungata? Shooting Brake? In effetti la carrozzeria è un mix non ben classificabile di curve, rigonfiamenti (è larga ben 180 cm e lunga come una Golf) e qualche spigolo nella coda dove gli uomini Mini hanno conservato le tipiche Split Doors.  Ognuno può dire la sua, ma una cosa l’abbiamo notata: la sua personalità fa girare parecchie teste, specialmente femminili. Ci sono cose peggiori nella vita no?

Stile British, tecnologia Teutonica

Gli interni della nuova Clubman sembrano quelli di una discoteca di Londra progettata da un architetto di Monaco. Luci colorate e configurabili in ogni dove, cromature, particolari vintage e soprattutto finiture veramente curate. Lo stile Mini c’è tutto quindi, ma ora l’attenzione per il dettaglio (anche se scoccia non avere un indicatore della temperatura del motore) è superiore ai modelli precedenti, tranquillamente al livello delle sue nuove rivali. E poi c’è l’infotainment: nell’auto in prova abbiamo potuto provare il sistema di derivazione BMW (iDrive di ultima generazione), che ci ha convinti per la miriade di funzionalità (cool il sistema che permette di scrivere, ad esempio un indirizzo, con le dita sul pad/cursore nel tunnel), un po meno per la sua immediatezza di utilizzo. Un consiglio spassionato che vi diamo è quello di comprare come optional, l’head up display in stile cacciabombardiere. In pratica su un piccolo schermo davanti al volante vengono riprodotte tutte le informazioni più utili, tipo velocità, indicazioni del navigatore e limiti di velocità; in questo modo mentre il cane del vicino vi attraverserà la strada, voi starete guardando davanti e non il display centrale. E magari non avrete una povera bestia sulla coscienza.

Il giusto spazio

Ora potete farlo anche in più di 2 persone. Già, grazie al passo e alle dimensioni maggiori rispetto alla serie precedente, fare un viaggio con la Clubman non è più una prerogativa di una coppia: adesso potrete invitare anche 2 o 3 vostri amici che apprezzeranno, oltre all’aumento di spazio, il potente stereo Harman-Kardon e i stilosissimi sedili in pelle Connoly disponibili sulla nostra Cooper D in prova. E nel bagagliaio quante cose c’entrano? Con 360 litri di capienza, che arrivano a 1.250 con tutti i sedili reclinati, ci si può accontentare. Tra l’altro abbiamo già dimostrato che un corpo umano riesce ad entrarci. Un po di problemi si hanno con le Split Doors posteriori: se il simpaticone con l’ X6 vi parcheggia troppo vicino, diventa quasi impossibile aprirle. E sarebbe un peccato perchè non potrete più bullarvi di poterlo fare semplicemente passando il piede sotto il paraurti posteriore.

Meno Go-Kart più macchina

Chiunque abbia guidato una Mini saprà sicuramente cosa significa: seduta quasi rasoterra, tenuta di strada elevata, guida nervosetta e sospensioni spaccaossa. Il Go-Kart feeling come piace chiamarlo agli uomini del marketing Mini. Nella nuova Clubman questa filosofia è rimasta immutata? Beh…no. La tenuta laterale in curva è sempre tanta, lo sterzo è bello sostanzioso e diretto, ma quella verve, quell’irrequietezza tipicamente Mini è ora diluita. Ma non è necessariamente un male, a meno che non siate degli iperattivi diciottenni col pelo sullo stomaco. Ora le sospensioni non hanno più la consistenza del granito della Sardegna e unite al passo più lungo, regalano una guida molto più “rotonda” e precisa. Ad ogni modo selezionando la modalità Sport Mode tramite l’apposito selettore, la Clubman si fa più tesa e il DNA Mini torna (in parte) in superficie, col posteriore che aiuta l’ingresso in curva e quell’avantreno piantato che regala tanta trazione, nonostante le gomme invernali dell’auto in prova e la coppia del 2.0 Turbodiesel. A proposito, gran bella accoppiata quella di questo motore con lo Steptronic a 8 marce: guidando tranquilli si è sempre sotto i 2.000 giri con cambiate morbide e una piacevole fluidità di marcia, spingendo di più si apprezza il buon allungo (per essere un diesel) del motore e quella spinta che rende il sorpasso una pratica veloce. Certo usare il cambio in manuale è un po snervante con tutti quei rapporti e l’assenza di serie delle palette dietro al volante (200 Euro). Capitolo consumi: siamo sui 16/17 km/l di media, il giusto dunque. Se poi vi armate di spirito parsimonioso, inserite la modalità Green e provate a fare di meglio seguendo i consigli  ecologisti del computer di bordo. Ma guidare come un pensionato all’uscita delle poste non è molto divertente. Così come non lo sarebbe far retromarcia senza la telecamera e i sensori di parcheggio: la chiusura delle porte posteriori divide in due il lunotto ed ostacola la visuale, per cui spendete pure i vostri soldi per i sistemi di ausilio o in alternativa evitate di far usare la macchina a vostra moglie.

DETTAGLI TECNICI
Potenza110 kW (150 CV) a 4000 giri/min
Coppia330 Nm
Accelerazione (0-100 km/h)8,5 secondi
Velocità massima212 km/h
Cambioautomatico a 8 rapporti
Lunghezza4,25 m
Larghezza1,80 m
Altezza1,44 m
Passo2,67 m

In definitiva?

Vi piace questa Clubman e gradireste sapere quanto costa? La Cooper D automatica parte da 29.900 Euro, mentre per averla identica a quella che abbiamo provato noi, beh…siamo oltre i 40.000 Euro. Sono tanti soldi e la collocano definitivamente (se non bastassero i contenuti tecnologici e meccanici a farlo) nella “zona di caccia” di Classe A, Serie 1, A3 e Golf. Il suo cliente tipo non è quindi solamente il figlio di papà fashion addict, ma anche qualcuno che non vuole la solita Hatchback da rappresentante aziendale, ma piuttosto una macchina con cui distinguersi senza i sacrifici in termini di praticità e confort tipici delle Mini.

PREGIDIFETTI
Stile – Il gusto è soggettivo, lo sappiamo, ma…a noi piace.Indicatori – Manca quello della temperatura dell’acqua, sostituito con una funzione che dice semplicemente se il motore è “ok” oppure “stella di ghiaccio”.
Guida – Il giusto mix tra comfort e sportività: una Mini più “matura”.Prezzo – Vale quello che costa ok, ma per averla occorrono comunque tanti soldi.
Interni – Curati e personalizzabili a piacimento.Split Doors – Sono oggettivamente cool, ma hanno qualche controindicazione: vedere dietro o aprirle nei parcheggi stipati non è sempre facile.
dmca-badge-w100-2x1-03 Mini Clubman Cooper D: crescere non è poi così male
PANORAMICA RECENSIONE
Design
9
Comfort
8.5
Prestazioni
8
Tenuta di strada
9
Freni
8
Consumi
7
Prezzo
7