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I Suv hanno ormai da un decennio abbondante invaso il mercato, cannibalizzando e reinventando nicchie di mercato, decretando la fine di monovolume, di molte SW, berline, persino Coupè e…fuoristrada ovviamente. Se inizialmente tutti i Suv facevano leva anche sulla propria vocazione avventuriera, sfoggiando soluzioni tecniche come ridotte o differenziali bloccabili, ora le case hanno deciso di imborghesirli strizzando a mano a mano l’occhio ad un pubblico il cui interesse reale è parcheggiare  sui marciapiedi del centro piuttosto che partecipare al Camel Trophy. C’è chi però la voglia d’avventura ce l’ha ancora e da un’auto vuole spazio e fruibilità quotidiana si, ma anche capacità fuoristradistiche tali da non farla finire in un patetico video virale dove una Panda 4×4 soccorre il malcapitato Suv di turno. Questa è la filosofia scelta da Ssangyong per la nuova Rexton 2018: enorme, robusta, con aspirazioni da ammiraglia e 4×4 old school allo stesso tempo, senza un prezzo da capogiro. Il cocktail funziona? Non vi resta che leggere.

SsangYong Rexton: la prova della SUV nostalgica

Sua grandezza

La guardi e la prima cosa che pensi è “Ma quanto cacchio è grossa?!”. Tanto è la risposta. Non che poi le proporzioni tagliate con l’accetta, aiutino a dissimulare i quasi 5 metri di lunghezza. La cosa certa è che rispetto agli standard Ssangyong, fatti di linee quantomeno “particolari”, la nuova Rexton rappresenta una mano tesa verso i gusti difficili di noi Europei. Nel complesso infatti è piaciuta un po’ a tutti, vuoi per questo allestimento Icon con cerchi da 20″ e dettagli cromati, vuoi per puro timore reverenziale al cospetto di un’auto il cui solo cofano è più alto di una Toyota GT86.

Un piccolo appartamento

Sulla Rexton non si entra, si sale usando “le scale”, ovvero le pedane laterali. Una volta issati a bordo la sensazione è quella che potreste provare stando seduti sul tetto di un’auto “normale”, con una posizione di guida più da fuoristrada nudo e crudo che da berlina, come invece i SUV più moderni ci hanno abituati. Dentro poi lo spazio è veramente tanto (difficile aspettarselo eh?) in tutte le direzioni, con un bagagliaio a prova di trasloco e 5 posti comodi (a scelta anche 7), caldi e modulari: oltre ad essere tutti riscaldabili, sono anche reclinabili ed asportabili. Comodi i vani portaoggetti belli capienti e la presa elettrica da 220 V, identica a quelle di casa. Se mai vi venisse voglia di attaccarci un frigo bar…Il design della plancia, pur avendo fatto un balzo avanti rispetto le passate versioni, non spicca certo per un design ricercato; il complesso sembra  comunque solido e ben rifinito, con pulsanti e materiali belli da toccare. Ricco il cruscotto digitale, anche se a volte un po’ dispersivo nelle informazioni e anche il sistema di infotainment, gestibile tramite il monitor touch da 9″, non delude. Utile a non farvi far casini nei parcheggi, il sistema di telecamere a 360°, con funzione sia 2D che 3D.

Se la prende comoda

Anche alla guida la Rexton prende le distanze dalla maggior parte delle concorrenti; dimenticatevi fretta e velleità sportive, tutto è pensato per il comfort e l’assorbimento delle asperità stradali, tranne i cerchi da 20″ (di serie sulla Icon) che non hanno particolare simpatia per le giunture autostradali. Lo sterzo è vago, il telaio (a longheroni come quello di un Defender) su strada non è certo il non plus ultra della precisione e il cambio ha una logica di funzionamento…stramba; questo sei marce automatico infatti, è lento e privo di una vera modalità manuale, forse perchè (come il motore) è lo stesso che avreste trovato su vetture Mercedes di qualche anno fa e anche se questo vuol dire avere parti meccaniche non modernissime, dovrebbe almeno tradursi in una maggiore affidabilità. In più il cambio, sembra non andare d’accordo col 2.2 turbodiesel da 184 cv facendolo spesso lavorare fuori dal range di coppia ideale. Il risultato è che per guidare rilassati e tenere i consumi sotto controllo (difficile andare oltre gli 11 Km/L) è necessario andarci piano col gas, sfruttando la buona schiena del motore ed evitare inutili tirate di marcia. Una volta capito questo entrerete in sintonia con la filosofia della Rexton, sfruttando il buon isolamento acustico e quella sensazione di invulnerabilità data sia dalla posizione di guida dominante che dai tanti aiuti elettronici alla sicurezza attiva, su tutti la frenata automatica e l’avviso di cambio di corsia involontario, per godervi il viaggio. Filosofia che prevede anche di sporcarsi un po’ nel fango: con le “scarpe” adatte è possibile affrontare sterrati che spaventerebbero il 90% delle sue colleghe più modaiole. Questo è reso possibile dal sistema di trazione integrale inseribile manualmente, con ripartizione 50:50 della coppia e alla possibilità di usare le ridotte. Per evitare di rotolare come una palla di metallo e carne umana giù dalle discese più ripide è inoltre presente l’Hill Descent Control che impedisce di superare i 10 Km/h. Tutto questo però non deve trarvi in inganno: la Rexton non è un fuoristrada tout court e sbalzi e dimensioni la fanno andare in affanno nelle mulattiere più rognose. Avventura si, ma con giudizio.

Il verdetto

La nuova Rexton è esattamente come la vedi: grossa, familiare e robusta. Non aspettatevi doti di guida particolari, ne una meccanica all’ultimo grido, la parola d’ordine qua è “praticità”: caricate tutto ciò che volete, mettetevi comodi e andate dove vi pare…Ok magari sarebbe meglio evitare città che non siano Dubai o New York visti i consumi e le dimensioni gigantesche.

SsangYong Rexton: la prova della SUV nostalgica

Quanto costa

Per portarsi a casa una Ssangyong Rexton in allestimento top di gamma Icon 4WD come quella oggetto di questa prova, ci vogliono 46.900 €. Non sono pochi soldi, specialmente per un marchio ancora non pienamente affermato in Italia, ma c’è da considerare che concorrenti così grandi e dotate praticamente non esistono. Se volete risparmiare al massimo c’è comunque l’allestimento base Road, disponibile sia 2WD che 4WD a rispettivamente 35.400 e 37.900 €.

SsangYong Rexton: la prova della SUV nostalgica

 

CI PIACE NON CI PIACE
Dotazione – Specialmente in questo allestimento Icon, la Rexton è “farcita” di accessori. Cambio – Lento e con una fastidiosa tendenza a tirare le marce quando non richiesto, oltre a non avere una vera modalità manuale.
Robustezza – Meccanica Mercedes collaudata, telaio a longheroni e capacità offroad niente male. Consumi – Non che ci si aspettasse granché date dimensioni e specifiche tecniche, ma i 10.5/11 Km/L di media non sono pochissimi.
Spazio interno – Si dice che un bambino possa perdersi dentro una Rexton. Cerchi da 20″ – Pur migliorando l’estetica, rovinano l’assorbimento delle buche.
PANORAMICA RECENSIONE
Design
7.5
Comfort
8
Freni
7
Consumi
6.5
Prezzi
8
Fattore WOW
8
Prestazioni
7
Fra le curve
6
Fuori strada
8