2006 – Massa sultano del Bosforo

Uno dei migliori interpreti della pista turca è stato senza dubbio Felipe Massa, capace di trionfare in Turchia per tre anni consecutivi (2006-08). Nel 2006 Massa è un giovane in rampa di lancio, al primo anno in Ferrari, al fianco dell’amico e veterano Michael Schumacher, quell’anno impegnato in un epico duello mondiale con la Renault di Fernando Alonso. Al sabato la Ferrari monopolizza la prima fila ma Massa sorprende Michael ottenendo la sua prima pole in carriera. Tutti la domenica si aspettano che la Ferrari possa, a tempo debito, invertire le posizioni tra i suoi due piloti e permettere così a Schumacher di proseguire nella sua clamorosa rimonta in classifica ai danni di Alonso leader del mondiale.

I due Ferraristi si confermano primo e secondo anche alla prima curva ma, al tredicesimo giro, prima che possano invertire le loro posizioni, avviene l’evento che decide la gara: l’ingresso in pista della Safety Car. Tutti entrano ai box per rifornire ma Schumacher, come fosse in fila al distributore, deve pazientemente attendere il proprio turno dietro a Massa. Il risultato è che mentre Felipe all’uscita dai box continua a guidare la gara, l’attesa costa invece a Michael la posizione sul rivale mondiale Alonso.

In altri tempi la Ferrari avrebbe forse mortificato il secondo pilota in nome degli interessi di classifica del proprio leader, ma questo non avviene con Felipe, pilota pazientemente allevato dal Cavallino. Massa pazzo di gioia passerà per primo sul traguardo concludendo il suo weekend perfetto e conquistando la sua prima vittoria in carriera. Secondo un roccioso Alonso che resiste in ogni modo agli attacchi di Schumacher (terzo). Non saranno questi i punti che costeranno a Michael l’ottavo alloro iridato. A distruggere le speranze del tedesco sarà, a soli pochi chilometri dalla fine, il motore in fumo in quel di Suzuka.

2010 – Compagni coltelli

La stagione vede la bellezza di tre team in lotta per il mondiale: Red Bull, McLaren e Ferrari. Quest’ultima però non è competitiva su tracciato dell’Istanbul Park, settima prova del mondiale, con Fernando Alonso e Felipe Massa rispettivamente dodicesimo ed ottavo in griglia. La lotta è dunque a quattro tra Vettel, Webber (Red Bull) Hamilton e Button (McLaren) che al via occupano i primi quattro posti.

A metà gara i quattro sono tutti vicini tra loro con Webber Vettel Hamilton Button nell’ordine. Al quarantesimo giro Vettel pressato da Hamilton decide di rompere gli indugi e attaccare il compagno alla staccata di curva 12. I due si toccano sul rettilineo e gettano via una probabile doppietta per la rabbia di Vettel che, sceso dalla macchina, dà del pazzo a Mark che riuscirà però a proseguire la gara terminando al terzo posto. La testa passa allora alle due McLaren.

Ben lungi dal congelare le posizioni Button attacca veementemente Lewis proprio a curva 12. Button sfodera un sorpasso capolavoro ma, poche curve dopo, Hamilton restituisce la cortesia risorpassando Jenson a curva 1 anche grazie ad un piccolo contatto tra i due. Vedendo l’ardore dei piloti e con negli occhi il crash Red Bull il muretto infine interviene a congelare le posizioni, garantendo così al team di Woking una grande doppietta.

2020 – Luigi VII

Dopo otto stagioni di assenza la Turchia torna per l’ottava volta a far parte del calendario iridato. Asfalto scivoloso, riasfaltato (colpevolmente) solo pochi giorni prima del GP, basse temperature e molta pioggia sono gli elementi che contribuiscono a rendere spettacolare questa edizione, quattordicesima e quartultima prova del mondiale. Stroll (Racing Point) al sabato ottiene a sorpresa la sua prima pole position scippandola al favorito Max Verstappen. In gara però i protagonisti sono altri, il compagno di squadra di Lance, Sergio Perez, Lewis Hamilton e, a sorpresa, viste le pessime qualifiche, le due Ferrari di Vettel e Leclerc (12esimo e 14esimo al via).

La gara scatta sotto la pioggia ma dopo pochi giri i piloti sono in grado di passare dagli pneumatici full wet a quelli intermedi. Dopo la prima sosta al comando ci sono le due Racing Point (Stroll-Perez nell’ordine), Verstappen, Vettel (autore di uno strepitoso primo giro) e Hamilton. Al ventesimo giro l’olandese prova un’ardita manovra di sorpasso sul messicano perdendo la macchina sul cordolo allagato finendo in testacoda e, solo per miracolo, non contro le barriere. Le sue gomme sono però spiattellate ed esce dalla lotta per il vertice. Nel corso della gara le Racing Point accusano un’elevata usura delle gomme. Stroll si allontana dalle posizioni che contano mentre Perez viene scavalcato da Lewis e incalzato dai due Ferraristi.

Il finale è pirotecnico con Leclerc autore di una strepitosa rimonta che, all’ultima curva dell’ultimo giro, tenta il tutto per tutto su Perez arrivando però lungo e offrendo il fianco anche al compagno di squadra che quel giorno ottiene il suo ultimo podio con Ferrari. Hamilton cauto all’inizio trionfa alla distanza, aggiudicandosi anche il settimo titolo mondiale, eguagliando Schumacher come il pilota più vincente di tutti i tempi. L’inglese dimostra, ancora una volta, tutto il suo talento sul bagnato e una grande visione di gara, mentre il compagno Bottas affonda impietosamente, a suon di testacoda, nelle retrovie.

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