1988 – Tripudio rosso nel ricordo del Drake

La stagione è dominata dalla spaziale McLaren Mp4/4 che con Senna e Prost ha vinto, alla vigilia del GP d’Italia, tutti i Gran Premi disputati, 11 su 11. Al sabato ancora tutto secondo pronostico, uno due McLaren con le Ferrari, prime inseguitrici, a 6 decimi e oltre un secondo di distacco.

La gara scorre monotona fino al 35esimo giro quando il motore Honda costringe Alain Prost al ritiro. Senna è saldamente primo, le Ferrari di Berger e Alboreto seconda e terza quando, a due giri dal termine, accade l’impensabile. A causa di un’incomprensione Senna entra in collisione con Schlesser che stava doppiando. Il ritiro del brasiliano permette così a Berger e Alboreto di conquistare una strepitosa quanto inaspettata doppietta per la Ferrari.

L’unica vittoria non McLaren di quella stagione. Difficile non pensare che ci sia stata la mano di Enzo Ferrari in questa trama a tinte rosse. Spentosi nella sua casa di Modena meno di un mese prima (il 14 agosto) il Drake sembra non smettere, anche da lassù, di spingere le sue Rosse.

 

1998 – La Ferrari benedice il 17

Le McLaren sono le grandi dominatrici della stagione ma al sabato un diluvio si abbatte sulla pista e Schumacher (unico contendente di Hakkinen per il titolo) sfrutta l’occasione mettendo la sua Ferrari numero 3 in pole; Hakkinen è terzo, Coulthard quarto, mentre lo scudiero Irvine quinto. La partenza di Schumi è però terribile e alla Prima variante Michael è solo quinto con le due McLaren di Coulthard e Hakkinen, nell’ordine, a guidare il gruppo.

Schumi passa Villeneuve e sfila successivamente anche Irvine mettendosi all’inseguimento impossibile delle due Frecce d’Argento. In un giro, il 17esimo, alla faccia della sfortuna, lo spannung della gara. Il motore dello scozzese esplode poco prima della Roggia ed una nuvola d’olio avvolge Mika e Michael che seguivano a breve distanza. Michael non perde tempo e affonda la staccata alla Roggia. Hakkinen resiste ma arriva lungo penalizzando così la sua uscita dalla variante; ecco che allora Schumacher incrocia la traiettoria e, conquistato l’interno alla Prima di Lesmo, infila il finlandese.

Il pubblico in visibilio non crede ai suoi occhi, nello spazio di 200 metri Schumacher passa da terzo a primo, posizione che non lascerà più fin sul traguardo. Un successo ancor più roboante perché completato da un solido Eddie Irvine risalito fino alla seconda posizione.

 

2008 – A Star is born

Tutti aspettano il duello fra Hamilton (McLaren) e Massa (Ferrari) ed invece prima giunge un inaspettato diluvio che allaga ininterrottamente Monza sia il sabato che la domenica, poi arriva il momento di un altro ospite inatteso. Un biondo di ventuno anni, col viso da bimbo, che guida un’auto italiana ma non è la Ferrari. Stiamo parlando di Sebastian Vettel.

I leader del mondiale litigano dal sabato con l’assetto: Massa è solo sesto, Hamilton addirittura quindicesimo. Chi non sbaglia è invece l’alfiere della casa di Faenza che diventa il più giovane poleman della storia, record che resiste ancora oggi. La domenica se possibile la pista è ancora più allagata e Seb serve il bis con una gara condotta magistralmente (con l’eccezione dei pit-stop) sempre in testa.

Solo sullo sfondo, per una volta, McLaren e Ferrari. Massa è sesto anche sul traguardo, autore di una prestazione senza spunti mentre Hamilton giunge settimo dopo una grande rimonta. Quel pomeriggio tutti gli occhi sono però per Sebastian e la Toro Rosso (ex-Minardi), entrambi alla prima vittoria della loro vita. A star is born.

di Andrea Schinoppi

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